
Dal 26 al 28 aprile torna il Salone dei Giovani Produttori e delle Piccole Cantine: arte, cultura e nuovi orizzonti enologici si incontrano nel cuore dell’Umbria
C’è chi dice che il vino unisce, racconta, seduce. A Città di Castello lo sanno bene, e per questo l’attesa per l’edizione 2025 di Only Wine, in programma dal 26 al 28 aprile, è già palpabile. Una manifestazione che non è solo una vetrina enologica di eccellenza, ma un vero e proprio manifesto identitario: parla dei giovani produttori, delle piccole cantine, ma anche del territorio che li ospita. Un territorio che si presenta con carte da fuoriclasse: il patrimonio culturale della città, le opere di Alberto Burri e il legame con Raffaello, il tartufo bianco pregiato, l’arte, la storia. E – perché no – anche un pizzico di provocazione. Il sindaco Luca Secondi, durante la conferenza stampa al MASAF, ha lanciato l’invito al presidente degli Stati Uniti: “Se anche Trump venisse a Only Wine, se ne innamorerebbe”.
Una vetrina d’identità, non solo di vini
Quella presentata a Roma è stata più di una conferenza stampa. È stata una dichiarazione di intenti, un’anteprima dell’energia che animerà il salone. Apre il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, che sottolinea come il vino sia “espressione culturale dell’Italia, oltre che economica”. Un comparto strategico che trova in Only Wine la sintesi perfetta: piccole realtà che fanno impresa con passione e coraggio.
Dalle parole ai numeri (e agli investimenti)
Il vino è anche economia, e lo ricorda Massimiliano Cattozzi (Intesa Sanpaolo), snocciolando numeri concreti: 7 miliardi di euro investiti dal 2021 nel settore agroalimentare, con particolare attenzione al comparto vitivinicolo. Una fiducia che si rinnova nella partnership con Only Wine, considerata un laboratorio di giovani imprese pronte a crescere.
La voce dei sommelier, l’anima dei territori
A dare profondità culturale all’evento, ci pensa Sandro Camilli, presidente nazionale AIS: “Il vino oggi è racconto, è identità”. Only Wine diventa così una piattaforma per chi vuole narrare il proprio territorio con il calice in mano. Una visione condivisa anche dall’amministrazione comunale, che fa di questo evento un motore turistico e culturale, grazie anche alla coincidenza con la mostra “METALLICA. Scultura in Italia 1947-2025” al Palazzo Vitelli a Sant’Egidio, autentico gioiello rinascimentale.
Un format vincente che guarda lontano
Da dodici anni alla guida del progetto, Andrea Castellani ha mantenuto la rotta chiara: valorizzare giovani e qualità. Il risultato? Un evento che è ormai una comunità, un ecosistema vitale che quest’anno allarga i confini accogliendo produttori internazionali, tra cui anche una selezione di vini giapponesi e i sempre apprezzati champenois.
La selezione? Un viaggio nel futuro del vino
“Only Wine è un progetto che dà voce alle storie e alle scelte coraggiose”, racconta Francesco Saverio Russo, wine blogger e selezionatore della manifestazione. E proprio le storie saranno protagoniste delle masterclass: dal Gavi al Verdicchio, dalla Schiava allo Champagne, in una narrazione enologica trasversale, curiosa e mai banale.
Il valore aggiunto? Esperienza e cultura
La giornata del 28 aprile, dedicata agli operatori, sarà arricchita da un talk sul neuromarketing del vino con il prof. Vincenzo Russo (IULM) e dalla presentazione del libro “Calici e Spicchi” di Antonella Amodio, che finalmente unisce due grandi passioni italiane: la pizza e il vino.
Scopri di più da UMBRIA report
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.