
A Palazzo Vitelli a Sant’Egidio, il restauro incontra l’arte contemporanea: una mostra dedicata alla scultura italiana dal dopoguerra a oggi inaugura il nuovo Centro di documentazione delle arti contemporanee
A Città di Castello, il rinascimento dialoga con l’arte contemporanea nella splendida cornice del Palazzo Vitelli a Sant’Egidio, riportato al suo antico splendore grazie all’impegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Città di Castello. In occasione della conclusione degli interventi di restauro e riqualificazione, l’Associazione Palazzo Vitelli a Sant’Egidio, in collaborazione con la prestigiosa Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri, inaugura la mostra “METALLICA. Scultura in Italia 1947 – 2025”, curata da Bruno Corà.
La mostra anticipa l’apertura ufficiale del Centro di documentazione delle arti contemporanee, una struttura pensata per diventare punto di riferimento per studiosi e appassionati, fornendo materiale documentario sugli artisti e sui movimenti culturali più significativi degli ultimi decenni, sia a livello nazionale che internazionale.
“METALLICA” offre un percorso espositivo che attraversa quindici sale dello storico edificio rinascimentale, mettendo in scena ventinove artisti italiani, scelti per rappresentare ottant’anni di scultura metallica. Tra le opere in mostra, il “Totem Cilindrico” (1954) di Mirko Basaldella e “Ettore e Andromaca” (2001) di Giorgio de Chirico emergono per forza evocativa e dialogo con lo spazio architettonico.
Il curatore Bruno Corà ha sottolineato il carattere emblematico della selezione artistica, affermando che «questa esposizione non vuole essere esaustiva ma piuttosto rappresentare una rassegna significativa delle modalità artistiche emerse dal dopoguerra fino ai nostri giorni». Opere di artisti quali Lucio Fontana, Fausto Melotti, Arnaldo Pomodoro e altri contemporanei come Emilio Isgrò e Luigi Mainolfi, testimoniano la diversità e la ricchezza espressiva della scultura italiana in metallo, ponendola in dialogo con il panorama artistico internazionale.
Durante la visita alla mostra sarà possibile scoprire anche i nuovi ambienti dedicati alla raccolta e alla conservazione di materiali documentari, che diverranno cuore pulsante del futuro Centro di documentazione.

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